Infetta dottrina

Inquisizione e quietismo nel Seicento

by Marilena Modica

Book cover: Infetta dottrina

Extent: 240 pages

Publisher: Viella – libreria editrice

Subjects: Religious Studies

Series: Sacro/santo

Series volume number: 13

Language: Italian

Paperback (Published)

(November 2009)

ISBN: 9788883344015

Price: $31.00

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Nei decenni conclusivi del Seicento esplose, nell’ Europa cattolica, una delle ultime questioni ereticali dell’eta moderna, collegata alla pratica religiosa del quietismo. Maturata in seno alla tradizione mistica e basata in prevalenza sulla passivita dell’anima e la perdita di se, sulla quiete interiore come presupposto pressocche esclusivo dell’unione con Dio, la pratica si poneva in controtendenza con gli assetti normativi e disciplinari della cultura religiosa ufficiale. In particolare, nella prospettiva istituzionale-giudiziaria, la Chiesa volle impedire che si aprisse, nella coscienza religiosa dei singoli e in nome di percorsi eccezionali segnati dalla comunicazione mistica, uno spazio spirituale autonomo, sottratto al controllo, alla regolamentazione, alla verifica di padri confessori e giudici. Nell’esaminare il caso siciliano attraverso i processi e le inchieste del Sant’Ufficio, questo saggio vuole anche fornire elementi di riflessione sui legami, diretti o mediati, che l’infetta dottrina quietista intrattenne con i nuovi fermenti culturali del XVII secolo. Di fronte alla grande diffusione del misticismo quietista tra i laici – di cui per l’appunto e testimonianza il caso siciliano – la risposta delle istituzioni ecclesiastiche lascia emergere con chiarezza che la questione del potere sulle anime era strategica nella politica del cattolicesimo romano, gia insidiato dai processi di laicizzazione.Sfoglia un’anteprima


Nei decenni conclusivi del Seicento esplose, nell’ Europa cattolica, una delle ultime questioni ereticali dell’eta moderna, collegata alla pratica religiosa del quietismo. Maturata in seno alla tradizione mistica e basata in prevalenza sulla passivita dell’anima e la perdita di se, sulla quiete interiore come presupposto pressocche esclusivo dell’unione con Dio, la pratica si poneva in controtendenza con gli assetti normativi e disciplinari della cultura religiosa ufficiale. In particolare, nella prospettiva istituzionale-giudiziaria, la Chiesa volle impedire che si aprisse, nella coscienza religiosa dei singoli e in nome di percorsi eccezionali segnati dalla comunicazione mistica, uno spazio spirituale autonomo, sottratto al controllo, alla regolamentazione, alla verifica di padri confessori e giudici. Nell’esaminare il caso siciliano attraverso i processi e le inchieste del Sant’Ufficio, questo saggio vuole anche fornire elementi di riflessione sui legami, diretti o mediati, che l’infetta dottrina quietista intrattenne con i nuovi fermenti culturali del XVII secolo. Di fronte alla grande diffusione del misticismo quietista tra i laici – di cui per l’appunto e testimonianza il caso siciliano – la risposta delle istituzioni ecclesiastiche lascia emergere con chiarezza che la questione del potere sulle anime era strategica nella politica del cattolicesimo romano, gia insidiato dai processi di laicizzazione.Sfoglia un’anteprima

  • By (author) Marilena Modica